“Ma tu, da dove vieni?”

Pubblicato il 12/09/2013 Commenti

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Presentazione dell’antologia AVAS- Mambre.
Vigano – il 29 settembre alle ore 17,00, presso il cortile della Certosa di Vigano, sarà presentato il nuovo libro di AltreVociAltriSuoni nato dalla collaborazione con l’associazione Mambre di Vigano Certosino. Dieci scrittori di AVAS hanno intervistato dieci ospiti stranieri di Mambre ricavandone delle storie toccanti e piene di speranze. Alberto Mantegazza, Luisella Verza, Tap Salerno, Barbara Petruzzelli, Davide Maestri, Aurelia Mutti, Agnese Coppola, Valerio Pedini, Savina Speranza e Sergio Ragno hanno affrontato questo progetto con serietà e con molta professionalità, considerando tutte le difficoltà del caso, in parte legate alle relazioni che gli autori hanno dovuto creare con i loro intervistati, barriere linguistiche incluse; e in parte rimandabili a un aspetto più tecnico.
Per uno scrittore di narrativa il personaggio principale è un elemento fondamentale, il perno centrale intorno al quale l’autore fa girare tutta la storia. La maggior parte degli scrittori ama creare i propri personaggi prendendo spunti dalla vita reale, cogliendo le caratteristiche della gente con cui si relazionano. Talvolta gli spunti per i personaggi arrivano anche osservando i movimenti e i modi di parlare e di agire di sconosciuti incontrati occasionalmente. Di solito il personaggio che prende forma sulla carta non somiglia mai a una persona specifica. Si mettono insieme più pezzi di più persone per creare un personaggio che funziona. Questo processo è necessario perché, per dirla con John Gardner (maestro di scrittura di Raymond Carver), “il personaggio deve avere sempre caratteristiche inusuali che lo rendano interessante tanto da spiccare sulle persone comuni.” I lettori sono persone e le persone s’interessano ad altre persone, purché queste siano speciali.
La difficoltà di questo progetto è stata proprio questa: riuscire a trasformare delle persone vere in veri personaggi. Le storie contenute in questo volume sono infatti vere solo in parte, come i personaggi che esse contengono, perché le vicende raccontate dagli intervistati sono servite come spunti. Sono state applicate le regole delle tecniche narrative che insegniamo ai nostri laboratori di scrittura dando una struttura e una trama narrativa a vicende già di per sé interessanti e accattivanti. Tuttavia come diceva il grande regista inglese Alfred Hitchcock, “La trama è come la vita, ma senza le parti noiose.” Il lavoro fatto da questi autori è stato dunque quello di ascolatre le testimonianze cercando di renderle più intense rispetto a quelle che sono nella realtà.
Tutto quello che leggerete in questo volume è dunque da considerare un’esagerazione, una mistificazione, specie nelle situazioni più drammatiche. La narrativa dà la possibilità a un lettore di riflettere e di pensare, di farsi cioè una propria opinione, ed è sempre stato questo l’aspetto principale di Ma tu, da dove vieni?: far pensare.
Raccontare storie in forma di prosa significa essere al centro della storia, dentro la testa dei personaggi. Scrivere di queste storie è stato dunque per questi scrittori non solo un esercizio di stile, ma un’occasione per cercare un’empatia con individui veri, individui non fatti di carta. Sono entrati nelle vite di queste persone cercando di rendere giustizia alle loro vicende.

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