Lucciole e poesia presso la Cascina Caremma.

Pubblicato il 19/05/2013 Commenti

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Venerdì 17 maggio, presso la cascina Caremma di Besate, si è svolto il primo suggestivo ed emozionante percorso, di lettura itinerante di testi poetici, organizzato dal titolare, il signor Corti, in collaborazione con l’ associazione gaggianese AVAS. La manifestazione rientra nell’ambito di tre giorni di eventi legati alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse agricole.
Venerdì, nonostante le condizioni meteo avverse, il percorso di letture ha avuto inizio all’interno di una delle sale della cascina dove, dopo una breve premessa che sottolineava il forte connubio che lega la poesia alla natura attraverso una frase pronunciata dalla esordiente, nelle vesti di presentatrice, poetessa Agnese Coppola secondo la quale “ la poesia parla attraverso la natura e la natura attraverso la poesia, sono stati letti i primi due testi poetici contenuti all’interno dell’antologia poetica Rigagnoli di consapevolezza a cura di Avas. Questo primo intervento è stato sottolineato dalle note della flautista Ketty Mancuso e della pianista Simona Russo. Successivamente, seguendo la guida del titolare, la lettura dei testi è avvenuta a passeggio tra la generosa campagna circostante che non ha risparmiato di incantare i partecipanti con le sue sorprese. Durante il percorso infatti, proprio mentre la poetessa Savina Speranza declamava “ Uno strano sapore d’essenza” versi con i quali si sottolineava che la natura è un’amica che allontana, con i suoi paesaggi, solitudine e malinconia, il prato è diventato un cielo stellato grazie alle luci intermittenti delle lucciole. All’ombra di un grande albero poi sono stati declamati i versi di Agnese Coppola “ Nel vuoto di luce” proprio quando “ il sole solingo tra rossi drappeggi facendo un inchino si ritira” cioè durante il tramonto, quando in campagna puoi ben vedere quel contrasto tra luce e tenebre che spesso si veste di più significati in poesia. A seguire il silenzio è stato rotto dalla voce vibrante del giovane poeta Valerio Gaio Pedini che ha recitato un poesia molto intensa dove la natura rapisce l’uomo che spesso si sente impotente nei confronti delle violazione che, in nome di uno sciagurato progresso, vengono fatte alla natura. Al ritorno in cascina è stato acceso un falò che ha riscaldato i versi, la voce e l’animo dei partecipanti e, in questo scoppiettante momento, è stata declamata una poesia contenuta nell’antologia di Sergio Ragno “ Io agli arbusti gli do foco”. Per concludere la cascina ha ho organizzato un succulento buffet dove tutti hanno apprezzato e ristorato l’anima con i poetici piatti dove classe e bontà costituiscono un unione per nulla scontata.

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